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È morto il manager Sergio Marchionne

Sergio Marchionne, il grande dirigente d’azienda italiano, è morto il 25 luglio scorso all’età di 66 anni nella clinica di Zurigo dove era ricoverato, dopo un lungo periodo di degenza iniziata a fine giugno per un intervento alla spalla. La causa del decesso non è ancora del tutto chiara, nonostante le numerosissime voci che si sono susseguite negli ultimi giorni.

Il sito Dagospia ipotizza si sia trattato di un cancro ai polmoni dovuto al vizio del fumo, mentre altre indiscrezioni fanno riferimento a un sarcoma – grave forma tumorale che colpisce il tessuto connettivo – che avrebbe provocato il forte dolore alla spalla.

Sergio Marchionne nacque a Chieti nel 1952, figlio del maresciallo dei carabinieri Concezio e di Maria Zuccon, che il padre conobbe durante il servizio in Istria. Ancora giovane si trasferì con la famiglia in Canada, dove poté laurearsi in Filosofia e successivamente in Giurisprudenza conseguendo il Master in Business Administration. Sempre in Canada iniziò la sua carriera, prima come commercialista ed avvocato, e poi come dirigente in aziende come Deloitte ToucheLawson Mardon Group e Glenex Industries. Queste brillanti esperienze gli permisero di ottenere nel 2002 l’incarico di Amministratore Delegato della SGS di Ginevra, azienda di verifica e certificazione operante in tutto il mondo, che risanò in soli due anni.

Nel 2003, su designazione del presidente Umberto Agnelli, entrò nel Consiglio di Amministrazione della FIAT e l’anno successivo venne nominato Amministratore Delegato. Grazie alla sapiente gestione di Sergio Marchionne l’azienda torinese non solo riuscì a risollevarsi da una profonda crisi, ma riuscì a ricoprire nuovamente un ruolo di primo piano nel mondo automobilistico, anche tramite il lancio di nuovi modelli quali la Nuova Fiat 500 e la Grande Punto. Ma l’indiscusso capolavoro di Sergio Marchionne è stata l’acquisizione della Chrysler nel 2009, con lui rilevata dalla FIAT che ne divenne l’holding controllante. L’azienda americana tornò all’utile nel 2011 e l’FCA (Fiat Chrysler Automobilies) è oggi un colosso automobilistico a livello internazionale. Nonostante ciò il manager italiano è riuscito a mantenere una parte consistente della produzione in Italia, salvando il posto di lavoro di numerosi operai ed una parte importante dell’economia italiana.

Nel 2014 sostituì Luca Cordero di Montezemolo alla presidenza della Ferrari.

Alla notizia della scomparsa di Sergio Marchionne importanti personalità a livello mondiale hanno voluto dimostrare il proprio riconoscimento per il lavoro da lui svolto, sottolineando la sua professionalità e il suo grande valore.

E’ morto il regista Carlo Vanzina

Il regista Carlo Vanzina è morto lo scorso 8 luglio all’età di 67 anni per la recidiva di un melanoma che si era manifestato per la prima volta venti anni prima. Una notizia che ha commosso tutto il mondo del cinema ed il vasto pubblico che da tanti anni lo segue con affetto. A cominciare dall’inseparabile fratello Enrico con cui Carlo aveva costituito da moltissimi anni un proficuo sodalizio professionale.

Così Enrico si è espresso nella lettera che lunedì 9 luglio aveva scritto sul quotidiano Il Messaggero:

Mio fratello, il mio migliore amico, il mio confidente e io il suo. Era il mio alter ego nel lavoro. Siamo stati insieme praticamente tutti i giorni della nostra esistenza, prima da piccoli, poi da adolescenti, poi lavorando insieme.

Carlo Vanzina nacque a Roma il 1951 dal regista e sceneggiatore Steno e Maria Teresa Nati. Figlio d’arte, dopo un periodo di apprendistato, esordì dietro la macchina da presa nel 1976 con il film Luna di miele in tre. Il grande successo arrivò alcuni anni dopo con Eccezzziunale… veramente con protagonista uno strepitoso Diego Abatantuono nei panni di 3 tifosi: il “terruncello” tifoso del Milan, il “bauscia” interista ed il camionista “Tirzan” juventino sfegatato. Seguirono altri grandi successi come Sapore di Mare, un tuffo nei favolosi anni sessanta, il capostipite insuperabile dei cinepanettoni, Vacanze di Natale, diventato un vero e proprio cult movie con dialoghi e gag del film entrati nel lessico collettivo di tante generazioni, ed il divertentissimo Yuppies – I giovani di successo, una perfetta fotografia dei giovani rampanti della Milano da bere degli anni ottanta.

Carlo Vanzina ha voluto raccontare l’Italia con i suoi vizi e virtù senza mai volersi erigere a giudice. E lo ha fatto facendoci divertire e magari anche rivedere nei personaggi dei suoi film. La critica non sempre ne ha sottolineato i meriti ma quello che più conta è l’affetto che per oltre 40 anni il pubblico gli ha sempre manifestato riempiendo le sale dei cinema dove venivano proiettati i suoi film